giovedì 24 agosto 2006

Magnepan o Magneplanar?

Il solito audiofilo, magari con velleità Giornaliste barra Critiche…. per di più con Moglie e Figlia in vacanza, che altro può fare se, rimasto a casa, solo, dopo aver lavorato l’intera giornata, e di sera dopo essersi cucinato, da solo, due, dico due, uova al tegamino, dopo aver espletato la dovuta telefonata alla consorte, se non passare la serata in poltrona con le sue due amanti qui, in vestaglia scura, slanciate, bellissime, le sue Magnepan 1.6 e scrivere di Loro la solita recensione positiva??

Cominciamo allora. Ma come si devono chiamare queste casse?? Casse?? Ma non c’è nessun contenitore, già sono in errore… sono “pannelli”….

Chiariamo subito il nome quindi: Magnepan è l’azienda, Magneplanar è il nome per la tecnologia dell'altoparlante. Insomma Magnepan fa gli altoparlanti di Magneplanar.

E chi ha inventato tutto ciò?? Un certo Jim Winey, a Lui dobbiamo certe emozioni, Lui “ha fatto la musica” Questo Signor Jim era impiegato come assistente tecnico della 3M, ma nel 1969 decide di investire 50.000 dollari per il suo sogno ed il desiderio si concretizza con il modello Timpani, e subito dopo con il primo esemplare a pannello singolo l’ MGII. Da quel di, leggo sulla home page del suo sito, oltre 200 mila coppie di altoparlanti sono state prodotte, che al momento vanno dall’economica (solo nel prezzo) MMG (550 dollari, da noi invece street price circa 1.300 euro) al mio miraggio, le 20.1 (12.000 dollari, da noi 20.700 euro) spaziando dalle due vie al multicanale.

Le mie prime Magnepan le ascoltai in un lontano ormai Top Audio, nota: quella volta vidi, per la prima volta, Bebo Moroni “dal vivo” e notai che aveva in mano un CD…. Cercai di scoprirne il titolo, certo di scovare una chicca da memorizzare ed andare a cercare, non vi dico la mia faccia, quando scoprii che celava questo: Dunque trovai penso le MGII e rimasi in quella sala credo un paio di ore, e mi domandavo come mai non fosse piena, un Signore vicino a me chiese a quel ragazzetto credo quattordicenne “Ti piacciono vero??” risposi: “Non ho mai sentito nulla del genere…” di impianti ne avevo ascoltati ancora assai pochi, ma quel suono ancora oggi è nella mia testa, pilotate da mostruosi finali Krell, allora preso dalla smania andai a cercare altri planari, trovai le Apogee, stavano suonando, ricordo ancora, con un pazzesco, in quanto a dinamica, Cd della GRP, ma quel gioco di luci che traspariva da quella tela bianca crema scoperto nella saletta precedente ormai mi aveva conquistato.

Così, ritornando ai nostri giorni, sono riuscito a trovare questi diffusori usati dopo una lunga ricerca, positivo sintomo del fatto che chi li ha se li tiene ben stretti. Il prezzo dell’importatore ufficiale era in un primo tempo di 4.000 euro, poi calato per fortuna a 3.000, street price 2.700, normalmente sul nuovo, infatti, aspettatevi il 10 o al massimo il 15 per cento di sconto, giustamente, niente più. Io le ho pagate 1.700 euro. Sostituiscono nel mio impianto le sorelline MMG. Dopo averle “guadagnate” sul grande raccordo anulare che circonda la Capitale ed avere scoperto che possono entrare appena appena in una Wolksvagen Polo (del vecchio proprietario), arrivo a casa, per fortuna accompagnato da un amico, le sballo e mi rendo conto di quanto sono grandi, una cosa, infatti, è leggere le misure, vederle per negozi e mostre, poi te le porti nella tua stanza e ti accorgi che sono veramente “abbondanti”, (oppure di quanto, tristemente, è piccola la tua stanza), ma loro eleganza è di fronte ai tuoi occhi. Il disegno delle Maggies è una cornice alta 164 cm, larga 46 e profonda 5. Ho preso un po’ di misure: il tweeter è circa 5 X 122 cm e la superficie radiante totale vera dovrebbe essere di vediamo 52 X 138 = 5.800 X 2 casse X 2 lati = 23.000.00 centimetri quadrati!!! Si penso che non dovrebbe mancare un’immagine ampia…

Le mie sono in tela grigia, con i fianchetti di legno, ma esistono anche bianche (le mie preferite, vedi l’imprinting…), oppure nere. Monto con un po’ di apprensione i piedini, come mi dice il manuale di istruzione, in modo che risultino leggermente piegate all’indietro (successivamente sono state rimontate perfettamente perpendicolari al terreno) attacco i cavi ( attenzione accettano solo terminazioni a banana, ed è possibile il biwaring) e….. Ma non sono delle grandi MMG!! Neanche un po’! La prima cosa che mi colpisce è la loro dinamica, subito si ascolta un suono da impostazioni più “live”. Sembrano quasi una combinazione magica tra un planare ed un dinamico. Hanno un bellissimo basso, articolato, insomma c’è “punch”, no, non il punch del vostro wooferone da 40 cm, ma un bellissimo basso che si fonde con il medio basso in modo naturale, la casa dichiara che scendono a 40 Khz. Spesso si legge che le Magneplanar hanno pochi “bassi” rispetto quelli che dovrebbero avere, ma non è così, è una diversa sensazione, un diverso modo di ascoltare. Insomma un attimo e ti fanno fugare stupidi dubbi. Ti rendi subito conto che il diffusore che stai ascoltando è superiore al precedente, quando nei dischi viene fuori “altra roba sconosciuta” prima, e qui di roba ne esce tanta e di qualità. Nello stesso tempo riesce, però riesce a mantenersi raffinata, come lo stile di famiglia ( dunque stile mi ha fatto richiamare alla mente Juve…. Vedi il cervello come a volte funziona male…)

Allora vediamo un po’ come suonano. In primo luogo, naturalmente non c’è nessun contenitore, e quindi nessuna risonanza della scatola. In secondo luogo, sono diffusori a dipolo, quindi significa che la relativa parte anteriore di onda ha luogo esattamente in fase con quella posteriore. Quindi, le Maggies rispetti agli altri altoparlanti tradizionali caricheranno molto diversamente il suono all’interno della vostra stanza, ed otterrete un livello, e soprattutto un tipo di basso molto differente rispetto a come siete abituati ad ascoltate con un altoparlante tradizionale.

Messa a punto: haia, haia, haia, iai. Sono difficili da installare, allineare, distanziare…. Quante ne ho lette e quante ancora ne leggerò. Larghe, strette, tweeter dentro, fuori, angolate, piatte, addirittura all’infuori… Critiche? Sì e no. E’ vero che noterete a volte grossi cambiamenti con piccoli spostamenti, ma non trovo difficoltà particolari rispetto ad altri diffusori “di razza”. Sempre che non pretendiate di ascoltarle nel modo corretto mentre state facendo le pulizie in giro per la stanza. Stesso discorso per la distanza dalle pareti. Provate a spostare, a staccare i vostri diffusori da 800 euro dal muro di fondo ed a metterle ad un metro, meglio un metro e mezzo più avanti, suonano meglio? Ma guarda un po’…

La mia piccola stanza è piccola ed è trattata con tre Daad numero 2, due posizionati dietro ai diffusori ed uno in un angolo creato da un mobile, come da consiglio del gentilissimo Sig. Adami, anche se al momento, vedere sopra moglie in vacanza, me le sto godendo in salotto. Ma torniamo alle impressioni di ascolto… Cosa ho notato molto?? Il grande spazio fra gli strumenti, sì ogni strumento è nettamente e meravigliosamente distinto dagli altri, ha il suo spazio e si mescola solo nel giusto modo voluto, si sovrappone restando nel suo spazio. Ecco hanno il senso del volume d’aria spostato dagli strumenti, la loro tridimensionalità è avvincente. Naturalmente non può mancare, viste le dimensioni anche fisiche dell’altoparlante il senso di altezza della scena sonora, perfettamente avvertibile. Timbrica ampia, pulita, lucida è come vedere le cose attraverso un vetro perfettamente pulito. Il pianoforte, difficile da riprodurre è definito e chiaro, vivo. Brillanti, ariose, senza diventare pungenti, vi piace la musica Barocca, piccoli gruppi? Stop alla vostra ricerca. Ma la cosa che mi fa molto piacere è che sono diffusori versatili. Il rock non le intimidisce. I Pink Floyd con loro non perderanno energia e coinvolgimento. Bellissime con la batteria, in un paio di occasioni ho alzato gli occhi per cercare il “drummer” che lavorava i suoi strumenti. Assolutamente a loro agio con le chitarre, molto molto, molto realistiche.

Elettroniche di contorno, ampli: la casa consiglia 100w a 8 ohm, se sono watt buoni vanno bene, ma è un diffusore che continua a crescere di pari passo con ciò che gli mandate da monte, e cresce, cresce… quindi avete speso i vostri soldini e ne siete contenti perché pensate di avere fatto un affare? Ok, ma dopo un po’ vi fanno venire voglia di cambiare il resto, sentite che il cavallo bellissimo che state montando al trotto ha voglia di correre, di galoppare e voi poveri fantini che altro potete fare se non dargli briglia?? Insomma volevate spendere 7000-8000 euro per ampli a casse? Prendete le 1.6 ed un ampli da 4000-5000 euro ed avrete un’accoppiata da sogno (e pensare che facevo il cameriere e guadagnavo unmilione e trecento mila lire per lavorare dalle 9.30 alle 4 e ricominciare alle 6.30 e finire, se i signori a cena veniva loro sonno a mezzanotte…. “scusi non potremmo fare almeno unmilione e quattrocento?? Noo?? Grazie lo stesso, va bene, grazie per il lavoro… ahh anche due settimane di ferie l’anno?? Grazie, grazie ancora..”)
Qualche disco nello specifico… no l’ ho tolto necessita di lavaggio, oramai li lavo ogni volta che debbo ascoltarli.
Ri-partiamo dai Cd… di quelli buoni…
“Stefania Salvador – Blue” l’etichetta è sicuramente sconosciuta ai frequentatori del mio forum preferito, Velut Luna di un certo Sig. Lincetto di nome Marco. Parte la prima traccia pianoforte e senti, senti… c’è un Hammond, la voce è subito splendida, merito suo o delle Magnepan?? Perfettamente focalizzata al centro e questo benedetto pianoforte è sulle sue zampe e non vaga a destra ed a sinistra (Steinway??) Ecco che esce la dinamica, e l’emozione della musica, la testa comincia ad annuire. Assolo di tromba, devo alzare…. Haia, haia, quando parte il brividino ci siamo…. La Ragazza (notato il maiuscolo Bubu??) è brava… Ah le casse, si, sì le casse… l’impianto è caldo, la timbrica è calda, “Bridger over trouble water” (….pensate che l’unica volta che sono stato a NY a correre la mia prima maratona, mentre atterravo pensavo a Simon e Ganfarkel) La Ragazza duetta con Cheryl Porter, le voci sono avvincenti, in questo pezzo però le trovo troppo presenti sul resto, della serie un po’ troppo zucchero nel dolce. “Fantasia di Infinito” e la chitarra acustica, non fate mai sentire le Magnepan ad uno che suona la chitarra di professione come ho fatto io, che poi come al solito i musicisti sono tutti squattrinati, non si comprano nulla e poi vi chiedono di venire continuamente a casa vostra ad ascoltare Forcione. Il piacere del dettaglio, ecco un’altra caratteristica delle nostre 1.6, è esteso su tutto il piano sonoro dagli estremi inferiori fino su, su. Traccia 5, sax tangibile, palpabile, chiarissimo. “Ingenuo Clown” la canzone che mi piace meno, forse è troppo scanzonata, come recita, ed adesso che sono diventato papà devo pur darmi un contegno (però questo quartetto sa suonare…). Traccia 7: Vibrafono…. E che ve lo dico a fare… Alt, cambiamo genere e supporto. Vediamo un po’ cosa scegliamo questo no, questo no, questo sì e pure questo e per ultimo… mmhhh… perfetto, un tris di generi. Una lavatina con la Nytty Grytty e via… Getz / Gilberto 1. La ragazza da Ipanema , musica popolare si dice cosi?? Direi musica come lingua universale. Ma torniamo alle 1.6. Sono le 21.43 e il volume è basso, ma la musica è “soothing”, si distende, si libera dalle casse, palpita, luminosa, elegante, il vostro cuore sarà felice e non stupitevi se vi troverete a sorridere immaginando il sax oscillare. Sì il Cd ragazzi suonerà pure bene, ma non si può rimanere delusi dall’LP… Non avete ancora il vostro disco? Sì quello di coppia! Per la prossima cena a lume di candela (sono proprio un signore…) ora sapete cosa mettere… tutto il lato A scorre velocemente, senza smania di zapping

A Fortnight in France: Registrato tra marzo e aprile 04 in tre città francesi (L'Arsenal a Metz, alla La Coursive alla Rochelle ed alla Cigale a Parigi), Patricia Barber al suo ottavo disco sa ammaliarvi. Un gruppo fantastico, pianoforte vivo supportato da una compagnia che ha voglia di suonare. Ascoltatevi “Laura” . Con questo genere di musica le 1.6 vanno a nozze.

Ore 14.09. Possiamo alzare il volume. Paul Simon – Songs From The Capeman. Born In Puerto Ricoecco le chitarre acustiche ed ancora il piano, la voce di Paul ed all’improvviso la Tromba, un po’ indietro. A volume sostenuto viene fuori la carica di energia dei diffusori, in modo naturale, senza forzature, non senti la divisione tra i drivers, quasi un grosso monovia da cui passa tutto, non pensi a crossover e tagli.. Voci, cori e percussioni sgorgano in Bernadette. Si dice sempre che il pianoforte è uno degli strumenti più difficile da riprodurre, cosa significa che trovata una “cassa” che è perfettamente a suo agio con le sue modulazioni dinamiche devo dedurre che è ottima?? Forse il segreto sta proprio nel non farti riuscire a localizzati il tweeter, e andare ad espandere liberamente nell'ambiente d’ ascolto la musica, riuscendo sempre nell’attenzione per i dettagli, nella ricostruzione scenica, soprattutto anche nel senso dell'altezza.. I silenzi poi sono veloci e neri.

Elisa – Lotus, la casa è ancora vuota, alzo, il mio Maestro segna sul volume 30, 31, 32, 33… arrivo a 35 (su una scala di 50), no, in qualche passaggio non ce la fa, riabasso a 32… ragazzi la poltrona e la pancia (maledetta pancetta del papà, ma a settembre ricomincio a correre) VIBRANO… come la mettiamo con la storia dei bassi???

Ancora Velut Luna e Master Clone… risentito sulle 1.6 un solo commento (il Blog è mio…. Non mi autocensuro)…. CAZZO COME SI SENTE!! Sento la traccia uno, due, tre, no devo passare alle mie preferite, nove: Contrabbasso e voce, poi piano…. Piatti, fiati…. Che pranzo luculliano… Traccia dieci: BRIVIDONEEEE!!! Maledetta traccia dieci! “………………….” Sono le 3 e dieci, devo andare a lavorare… ma ci vado contento….

Appunti: non mettete un Sub con le Magnepan, per favore no. Ci ho provato io che sono come San Tommaso, sono stato due giorni a spostare, alzare, abbassare. “Cara, fammi questo favore… abbassami questo volume fino a che te lo dico io… Si, così… ancora un po’.. ancora una briciola… Perfetto!!! Adesso va bene. Scollego le casse per sentire solo il Sub…. NON LO SENTIVO! L’AVEVO MESSO A ZERO! Il terzo giorno un Signor non so chi ha fatto un affare su EBay con un sub…..

Lo dico sempre, potranno, come tutte le cose del mondo, non piacervi, c’è a chi a piace l’aragosta e a chi no (poi vi dirò un giorno forse della mia epatite con quelle maledette cozze alla brace) ma almeno una volta ascoltate una Magnepan, e non in negozio nuova, nuova, hanno bisogno di molto, molto rodaggio, trovate l’amico di turno, abbassate le luci, metteteci una lampada dietro e….

… a proposito… ricordate delle “amanti” dell’inizio scritto?? Attenzione potrebbero svelarsi due trans!...... ;-)

Dipolare, 2 vie “quasi ribbon”
Risposta in frequenza 40-24kHz ±3dB
Sensibilità: 86dB/500Hz /2.83v
Impedenza: 4 Ohm
Crossover: 600 Hz
Potenza normale Richiesta: 100 watt a 8 ohm
Dimensioni: 49 x 164 x 5 cm
Peso: 42 kili la coppia

L’impianto:
Gira Wilson Benesch Full Circle
Testina Benz Ace H
Pre Phono Audio Analogue Aria
Ampli Integrato Audio Analogue Maestro 70
CD Audio Analogue Maestro con modifica LABTEK
Cavi di Potenza Nordost Red Dawn
Cavi di segnale Sommercable Epilogue SE
Accessori Audiocostruzioni
3 Daad n2

Distributore Magneplanar per l’Italia:
PFA2, Via Carlo Tenca 7, 20124 Milano
Tel 02.66.98.30.13 Fax 02.66.71.01.23
Info Pfa2.it www.pfa2.it
Costruttore: http://www.magnepan.com/

1 commento:

  1. LE POSSEGO PURE IO LE TROVO MAGNIFICHE ANCHE A BASSO VOLUME NON PERDI NESSUNA NOTA IO LE PILOTO CON PRE A VALVLE CONRAD JHONSON PV10 ED UN FINALE A VALVOLE MCINTOSH DA 75 WAT PER CANALE CD MERDIAN 506 20BIT LI SAX DI COLTRANE è MAGNIFICO SEMBRA CHE LUI SIA LI DAVANTE A ME ANCHE LA VOCE DI DE ANDRE SEMBRA EESRE LUI PRESENTE . I BASSI CI SONO E SONO RIPROTTI NITIDAMENTE SALUTI EDOARDO

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